Museo_nel_bosco

Inaugurata nel luglio del 2014, il “Museo nel bosco” di Roverè offre ai viandanti la possibilità di poter ammirare un’installazione assolutamente unica e originale.

All’inizio del Parco Pubblico di Roverè, che si trova a circa cinquecento metri dal centro del paese, sulla strada interna che conduce a San Francesco, fa capolino un sentiero lungo il quale, per una passeggiata di circa un chilometro, sono stati posti dieci quadri (della dimensione di due metri per uno) dell’artista Gianni Franceschini dedicati alle “Donne dei monti”.

La mostra si apre con il dipinto che sembra quasi ritrarre una Madonna montanara con il figlioletto in braccio per poi proseguire nella scoperta e nella rivelazione delle sfaccettature più intime e segrete di questa “femmina”, assai singolare, da una parte, ma simile alle altre donne nei fremiti e nei sussulti che si colgono piano piano mentre si penetra più a fondo nel bosco.

La “donna dei monti” di Franceschini vive in simbiosi con l’ambiente che la circonda ed è depositaria di una lingua segreta che la fa dialogare con le mucche ed essere amica del lupo. La sua figura si sposa con le tinte e gli umori delle varie stagioni e mentre la si può ammirare illuminata dai colori sgargianti dei fuochi d’artificio che chiudono la festa di paese nella stagione estiva, la si ritrova alla finestra, mesta, muta e in attesa, quasi sospesa, mentre fuori tutto si arresta sotto un manto di neve.

L’attesa, seppur non frenetica o disperata, si coglie in altri dipinti. Accovacciata su un castagno antico, portavoce della sua stessa storia, di quella dei suoi avi e di quella terra che continua a nutrire e a preservare le sue radici, la donna della Lessinia medita mentre tiene tra le mani un lume, simbolo di vita e di calore. Ha voluto salire su un albero, più vicino al cielo, per contemplare quella piccola fiamma, in attesa, forse, di riuscire ad appropriarsene per illuminare i suoi giorni più buii. Giorni in cui il desiderio di vivere in un altro mondo, lontano dalle leggi della montagna, si rivela in un sogno in bianco e nero affollato e confuso che fa da contraltare ai rassicuranti colori del reale, amante delle forme geometriche e degli arabeschi ripetuti molte volte.

La mostra si chiude, mentre il sentiero si riapre alla luce piena del cielo non più nascosto dagli alberi, con l’immagine trionfante della donna dei monti in piedi su un cavallo bianco. Il principe azzurro è stato disarcionato ed è dovuto rientrare a piedi al castello. Lei, principessa montanara, rivendica la sua libertà, la sua forza e la sua indipendenza rimanendo in equilibrio grazie a quel cielo verso cui tende le braccia e quella terra che la sostiene sempre, ricca di un passato che nutre instancabilmente il suo presente.

Il “Museo del bosco”, nato dalla collaborazione tra Franceschini e l’ex Assessore alla Cultura Dott.ssa Michela Canteri, immerso nel verde silenzioso, alimenta il perpetuo dialogo tra arte e natura, tra colore e paesaggio e riesce a farne un tutt’uno. Prova ne è che i quadri emergono dal suolo confondendosi col paesaggio, quasi fossero fatti della sua stessa materia, quasi fossero nati lì, accarezzati dal vento, baciati dal sole, nutriti dalla pioggia, frutti di una natura prodiga, silenziosa, generosa generatrice di bellezza.

La mostra regala al viandante un’esperienza del tutto nuova e ricchissima, un’esperienza che richiede il coinvolgimento di tutti i sensi all’interno di un percorso artistico in cui non solo la pittura ma la natura stessa la fa da padrona. Le figure create da Franceschini e le storie che egli racconta attraverso un uso del colore e delle forme assolutamente personale, si confondono e si uniscono ai giochi di luce e ombra creati dai raggi di sole che penetrano tra le fronde. A questi si aggiungono il rumore dei passi tra l’erba e le foglie stroppicciate, il canto degli uccelli, l’odore della terra e delle stagioni, ognuna con le sue proprie tinte e con i propri umori.

Il “Museo del bosco” è da visitare più volte, in diversi momenti della giornata e dell’anno: le emozioni che si proveranno cambieranno di volta in volta. La donna dei monti esposta ai clamori dell’estate sarà diversa da quella irrigidita dal gelo dell’inverno e la luce fioca dell’autunno la illuminerà di una nuova saggezza.

Il Museo si trova in località “Vajo”. A circa duecento metri di distanza è disponibile un parcheggio non a pagamento.
La mostra è sempre aperta e l’entrata è libera.