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LE MONTAGNE CI RICORDANO CHE SIAMO IMMENSAMENTE PICCOLI

L’11 dicembre si celebra la GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA MONTAGNA. Istituita dalle Nazioni Unite nel 2002, in occasione dell’anno mondiale delle montagne, ed entrata in vigore nel 2003, l’obiettivo di questa ricorrenza è di far aumentare la consapevolezza dell’importanza delle montagne per la salute del pianeta e per il benessere di miliardi di persone.

 

1- La montagna: un bene prezioso. Anzi no, fondamentale.

Le montagne coprono circa il 27% della superficie terrestre (in Italia quasi la metà del territorio, il 47,5%), ospitano il 12% della popolazione mondiale e hanno un ruolo fondamentale nella crescita economica sostenibile. Esse, inoltre, sono i più grandi serbatoi idrici e riforniscono d’acqua l’intero pianeta. Oltre il 50% della popolazione mondiale dipende dall’acqua fornita dal territorio montano per bere, per cucinare, per irrigare, per la produzione di energia elettrica, per l’industria.

Insomma, quello che succede sulla vetta più lontana e irraggiungibile influisce sulle forme di vita nelle valli, nei bacini d’acqua dolce e persino nei mari.

Essendo poco accessibili, poco abitate e sfruttate, le regioni montuose hanno risentito meno della presenza dell’uomo. Di conseguenza sono diventate un rifugio per specie animali e vegetali che in pianura potrebbero essere già scomparse. Secondo una ricerca di National Geographic, alcuni ecologisti hanno calcolato che “oltre un terzo delle piante e dei vertebrati terrestri conosciuti sono confinati in meno del 2% del pianeta”.

 

2- Un habitat fortemente miancciato

Nonostante tutto ciò, le montagne sono tra gli habitat più minacciati. Sebbene le comunità montane contribuiscano in minima parte all’emissione di gas serra, paradossalmente risentono più di qualunque altro contesto degli effetti negativi del cambiamento climatico con lo scioglimento dei ghiacciai, mentre inondazioni, frane e valanghe diventano sempre più frequenti. Inoltre, la deforestaziione, lo sfruttamento indiscriminato del territorio, attività minerarie e turismo spesso mal gestiti e dannosi per l’ecosistema mettono fortemente in discussione la sua sopravvivenza.

Tutto ciò è frutto non solo dello sfruttamento sconsiderato e non sostenible delle risorse natutali da parte dell’uomo, ma anche dal fatto che la montagna è stato trascurata, o addirittura dimenticata, dal sistema economico globale che riserva le sue attenzioni a centri produttivi di maggior rilevanza.

La montagna è un ambiente difficile. E’ difficile viverci, lavorarci, coltivare, investirci. Solo chi possiede una buona dose di resilienza resiste.

Ma anche per i più stoici la situazione sta diventando troppo difficile e, infatti, il male che attanaglia maggiormente la montagna è l’alto tasso di emigrazione. Molti montanari, infatti, sono costretti a trasferirisi in pianura, più vicino alle città perché le opportunità, lassù, diventano sempre più scarse. L’aver trascurato questi habitat, quindi, non solo sta avendo ripercussioni negative sulle comunità che vi abitano, ma sta avendo ricadute negative su ogni abitante del pianeta perchè i veri custodi e gestori delle montagne, coloro che hanno ereditato e sviluppato metodi di gestione del territorio resistenti ai rischi, sono costretti a lasciarle.

 

3- Ciò che vogliamo da questo giorno

Nel giorno ad essa dedicato, chiediamo quindi che venga ricordata la centralità della montagna per la sopravvivenza di tutti. Chiediamo che vengano studiati e presi in considerazione interventi e strategie che riducano i rischi legati alla sopravvivenza della montagna. Chiediamo che si cominci a lavorare a fianco delle comunità locali per dare loro maggiori strumenti e migliorare le loro condizioni di vita. Chiediamo che si lavori per la crescita e la competitività della montagna, che si realizzino progetti che migliorino la mibilità e la connessione tra le terre alte e la pianura, che si valorizzino le risorse naturali e culturali dei territori di montagna che tanto hanno da dire e da testimoniare. Chiediamo che maturi una maggiore consapevolezza sullo sviluppo sostenibile delle regioni montane particolarmente in coloro che non sono consapevoli dell’importanza delle montagne per la salute ecologica del mondo e il benessere di miliardi di persone.

 

La montagna è spesso vista come luogo da sperimentare velocemente, cogliendo ciò che di esso sembra più immediatamente fruibile, come le passeggiate in mezzo alla natura, la bellezza dei paesaggi, il buon cibo. Ma la montagna, in realtà, conserva dentro di sé messaggi che possono essere percepiti solo da chi si pone di fronte ad essa senza conservare un atteggiamento frugale, ma in attesa. Solo se rispettiamo i suoi ritmi saremo in grado di capire che i silenzi a volte sono carichi di messaggi sublimi.

La sua bellezza e la sua maestosità ci dicono che è ancora possibile, che siamo ancora in tempo per porre rimedio a tutto ciò che le abbiamo inflitto. Ci dicono che lo dobbiamo fare. E non tanto per loro. Ma per noi. Che siamo nulla di fronte alla meraviglia che sprigionano.