Festa-con-LOCO

Se qualcuno dovesse passare nei dintorni di Castelvero in questi giorni, e inavvertitamente, mentre canticchiando alza il volume dello stereo e dà una sbirciatina allo specchietto retrovisore, dovesse notare qualcuno che, all’imbrunire, rincorre un oca maschio in un campo… beh, niente paura, si tratta di qualcosa di estremamente serio. Domenica 14 agosto, infatti, in occasione della trentennale “Festa delle birra” si terrà la 14^ edizione della “Passeggiata con l’oco.

Si tratta di una vera e propria competizione in cui gareggiano le 16 contrade del paese. Ognuna di esse, prima della “passeggiata”, sfilerà con il carro allestito per l’occasione insieme al suo oco. Di seguito, l’animale, vero e indiscusso protagonista della festa, sarà chiamato a percorrere, insieme con il suo fantino, un tragitto di 700 mt nel minor tempo possibile.

L’evento, organizzato dal Gruppo Alpini di Castelvero che conta un numero di iscritti quasi pari al numero degli abitanti della frazione, coinvolge la popolazione di Castelvero per diversi mesi l’anno.

A marzo, infatti, arrivano gli ochi che vengono allevati per qualche mese da Romano Santi, considerato il simbolo della “Festa della birra” in quanto suo primo promotore. Un mese prima della manifestazione ogni contrada sceglie l’animale con il quale gareggiare e lo alleva sul proprio territorio fino al giorno prefissato. In questo periodo, naturalmente, cominciano anche gli allenamenti dell’oco insieme al suo fantino che, da regolamento, deve essere o residente o nato a Castelvero.

Chi si aspetta una semplice e sregolata goliardata al posto di una vera e propria competizione verrà amaramente deluso. La gara prevede infatti il rispetto di regole rigide atte a tutelare sia la serietà del concorso che l’incolumità dell’animale.

Dopo il taglio del nastro di partenza, ad esempio, i fantini devono lasciare il proprio oco e lo possono guidare da dietro lungo tutto il percorso senza mai toccarlo se non con il capo. Il fantino sarà spesso costretto ad una corsa fatta di stop e ripartenze rapide, quasi sempre piegato verso il basso per riuscire a farsi sentire dall’animale e a pararlo verso il traguardo.

La fine della gara, oltre a determinare l’oco e la contrada che si aggiudicano la vittoria, è momento di liberazione per i fantini che spesso giungono sfiniti e grondanti di sudore al traguardo. Il fantino che detiene il record di velocità è Cerina Zandonà di contrada Casoni che ha vinto la competizione nel 2012 con l’oco Ugo coprendo il percorso in circa sei minuti. Leonello Vanzo di contrada Vanzi, invece, detiene il primato del numero di vittorie, ben tre.

Al di là del clima festoso che questo evento alimenta e propone, sentirsi parte di un intero paese in festa rimanda una sensazione di appartenenza difficile da trovare nei grandi spazi e nelle comunità molto numerose. Qui tutti si conoscono, anche molti di quelli che non ci abitano possiedono una casa di villeggiatura a Castelvero o nei dintorni. Dei foresti, molti sono affezionati alla zona e alla manifestazione. Chi invece non ci è mai, ma proprio mai, venuto, viene coinvolto rapidamente dall’allegria di questo carnevale estivo in cui vengono portate alla ribalta le contrade di Castelvero.

Questa occasione, infatti, ha permesso non solo di coinvolgere le contrade già esistenti ma anche di “rispolverare” le antiche contrade ormai spopolate. Perchè non siano dimenticate. Perchè non è giusto arrendersi di fronte ad un territorio e ad una comunità che negli anni è andata rimpicciolendosi sempre più rischiando di scomparire.

Samuele Vanzo e Roberta Sgaggio, due degli organizzatori della manifestazione, giovani, allegri, appassionati ed entusiasti, ricordano quando nel 2004 la piccola sagra di paese è diventata quello che è oggi, un evento che accoglie quasi mezzo migliaio di persone. Quella sera di più di dieci anni fa hanno avuto la sensazione “di avercela fatta”. E l’impressione è che il desiderio fosse quello di tornare ad esistere, di essere “visti” e riconosciuti in un contesto, come quello moderno, in cui i numeri contano più di tutto il resto.

E mentre in questo periodo alcuni giovani stanno risistemando alcune case di famiglia per tornare ad abitare nelle frazione contribuendo a dare speranza al territorio, la sagra di Castelvero, che partirà venerdì 12 per concludersi lunedì 15 agosto, è già la conferma che il piccolo non è sinonimo di vuoto. Questa comunità dimostra infatti che, seppur in un contesto limitato dal punto di vista dei numeri e delle possibilità, si possono perseguire progetti capaci di cementare i legami, di dare spazio all’incontro e alla condivisione per far sentire la propria voce anche là dove il frastuono appiattisce tutto.
Aggiornamento del post di martedì 16 Agosto:

La 14^ edizione della “Passeggiata con l’oco” di Castelvero è stata vinta dal Fantino Luca Fusa che con l’oco Carlito ha portato sul gradino più alto del podio la Contrada Chiesavecchia. Spetta ai Casoni il premio per il miglior carro e per miglior allestimento della contrada e a Contrada Vanzi va invece il primo premio per il miglior costume.